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RIVOLUZIONI IN TASSONOMIA

Le specie in apparenza identiche ma diverse geneticamente potrebbero essere il 30% del totale

Il nostro mondo è un’enorme festa in maschera. Le specie criptiche, ovvero quelle identiche esteriormente ma del tutto differenti dal punto di vista genetico, potrebbero essere assai più diffuse di quanto pensassimo. Questa scoperta potrebbe avere grandi ripercussioni su una vasta gamma di attività che vanno dalle stima della biodiversità all’amministrazione della vita selvaggia, fino alla comprensione delle malattie infettive e dell’evoluzione.

Grazie alle tecniche di sequenziamento del DNA, Markus Pfenninger e Klaus Schwenk, della Goethe-Universitat di Francoforte, hanno scoperto che le specie criptiche si trovano in egual proporzione in tutti i rami del regno animale e in tutte le zone biogeografiche. «Le specie che possono sembrare diffusissime» spiega Pfenninger «potrebbero essere tante specie criptiche diverse dalla popolazione limitata oppure a rischio d’estinzione». Ma finché almeno un’unità tassonomica non sarà studiata in maniera approfondita, nessuno potrà sapere quante specie cripitiche esistano.

Campionando più esemplari possibili, gli scienziati sperano di completare il lavoro su tutti i pesci e gli uccelli in circa cinque o dieci anni. Tutte queste riclassificazioni, però, sono ben più di un esercizio accademico fine a se stesso: basti pensare che all’inizio del Novecento un’identificazione sbagliata basata sulla morfologia delle zanzare ha reso inutili i tentativi di controllare l’espansione della malaria in Europa. Di recente, invece, è stato scoperto che quella che sembrava essere una specie unica, in realtà comprendeva ben sei specie imparentate fra loro, di cui solo tre in grado di trasmettere la malattia.

Data: 23-07-07
Fonte: Scienza Esperienza - SISSA